venerdì 11 aprile 2014

Monte Sacro"Usi l’eco dell’anima 11.04.2014

 La tua poesia è dentro questo passaggio già provato il.1.12.2013.

































































































Senza libertà non c’è verità; e pochi uomini sulla terra hanno avuto il coraggio per non mentire sia allo spirito buono e sia all’anima cattiva. E nella storia dei cristiani abbiamo avuto Il diavolo e il figlio del figlio che è Dio in Gesù Cristo Re dei giudei. Ed io mi trovo qua a scrivere poco senza quella verità che è immane. Bevi e non fumare! Fuma e non pensare di continuare a bere. Basta che smetti di fare entrambe le cose sgarbate e tristi; vivi cambiando il pianto della stessa carne di sofferenza. Cambi senza perdere parole altrui e, fallo come questa scritta che é prossimale …Lei è stata molto attenta scrivere il niente del passato poeta che se ne andato per non svegliarci della parola e della gente sapendo di me personalmente. Un uomo, che oggi scrive rappresentando l’anima quotidiana, con il ricordo. La fiducia è come un gioco c’è sempre un margine di rischio. Non è colpa tua, se scrivo io del poco che sì sa e cadrà nella parola di quando gli uomini e le stesse anime nel femminile prossimo passano a scrivere poesie del tempo infinito. Non è colpa di nessuno se, sappiamo fingere scrivendo verità bugiarde con le parole. Non può essere colpa di nessuno. Tu sei romantico e non è colpa tua se ti fai ammosciare dalle parole che non sappiamo scrivere come il poeta nato per scarabocchiarne il capito capace, ma speriamo che le capiate. La scritta è come un gioco da capire e ricorda il permesso proprio stando alla lettura lasciata dai crepuscoli copiati e, che ne sai, c’è sempre un margine di rischio chiamandola poesia. Di quella poesia che non c’è mai stato modo di capire il perché è nulla. Passaggio che viaggiano tra il niente percepito e il poco riletto da dentro il verbo. In altre parole cosa sì deve fare per agitarsi a capire che non c’è quasi niente di scritto. La poesia Non è sola della parola che comincia a piacere, ma è anche di chi è sempre stato appagato dai propri sentimenti buoni e cattivi, ripassa il pensiero perché c’è sempre un margine di cattiveria nei sentimenti del poeta. E’ una voce la mia che non bastano le parole cambiate per sperare di copiare il margine di rischio che c’è stata in questa parlata d’ascolto molto ravvicinato all’anima del buon sentimento che non sì può più toccare leggendo la poesia del sistema che non importa piangere ogni volta che ti senti inguaiato e piangi tuo padre e soffri per il tuo eco creatore di tute queste usate parole. E mi fermo qua come mi scrisse in quel lontano giorno l’amico mio Partenopeo <Salvatore Maione> Sì! Lui affermava che: il troppo fa venire il mal di testa; specialmente quando c’è poco tempo per leggere il tanto superfluo.

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